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Ugo Attardi
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Qualche cenno biografico è forse utile per comprendere, o quanto meno cercare di farlo, il carattere di un artista dalla linea di condotta creativa che, altrimenti, potrebbe essere notevole ma non caratterizzata come lo è quella di Attardi. Ugo Attardi nasce a Sori, presso Genova, il 12 marzo del 1923 da genitori siciliani. L'anno seguente la famiglia ritorna in Sicilia, dapprima a Santo Stefano di Quisquina, presso Agrigento e, pochi anni dopo, a Palermo. In questa città Attardi frequenta il Liceo Artistico per poi, nel 1941 iscriversi alla Facoltà di Architettura che non potrà frequentare a causa della guerra. Nel 1945 lascia l'Accademia di Belle Arti, alla quale si è iscritto l'anno prima, per trasferirsi a Roma, dove inizia l'attività di pittore. L'impressione che si trae nell'osservare le opere di Attardi è quella di una uniformità di rendimento, in un “discorso” culturale, prima che figurativo, teso al raggiungimento di un obbiettivo che si protrae nell'arco di svariati anni: una sorta di linguaggio in cui la violenza è sempre esorcizzata dalla bellezza. Il contrasto è stridente ed evidente: alla bellezza rilassata di nudi femminili, si contrappongono figure maschili appena abbozzate, sgradevoli, irritanti come un intruso che altera, con la sua sola presenza, un equilibrio perfetto. Un equilibrio reso instabile dalla violenza appunto, ovviamente visiva, ma estensibile a tutte le forme di vita alterate dall'intervento perturbatore di un umanità che sembra trarre dalla bellezza, non godimento, ma sofferenza da tradurre in olocausto, in un crescendo spasmodico ed innaturale tendente all'autodistruzione. Nella pittura, come nella scultura, Ugo Attardi riversa tutto il sentirsi partecipe e soggetto di una realtà che rifiuta la cultura come mezzo di riscatto; di creatività al servizio della parte più elevata dello spirito umano. Pittura e scultura: due espressioni artistiche che in Attardi trovano identico interesse e ragione di vita; i risultati sono in entrambi i casi di grandissima elevatura, ma è sicuramente la pittura ad avergli dato primariamente il successo e la fama; la scultura, si sa, è più restia a ricevere gratificazioni e, forse, al momento è quella che dà ad Attardi maggiore tormento ed ansia; un tormento che è vibrazione musicale di un'armonia che scaturisce da due sorgenti diverse, eppure magicamente uniformi, diffuse come emanazione di un'anima tesa alla ricerca della bellezza, espressione universale di infinite espressioni ed ispirazioni, e, soprattutto, unica ed irripetibile manifestazione del più alto senso della creatività umana.