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BRACCIANTE

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Franco Bracciante


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Nell’osservare le opere pittoriche di Franco Bracciante, tutto il mio essere “fluttua” incantato in uno spazio temporalmente lontano, in un paesino “fulminato” dal sole, accerchiato dai monti e specchiato in un mare cangiante come prezioso opale. Allora la mia mente, non ancora gravata dagli anni, osservava il mondo con infinito candore e tutto appariva gioioso, stimolo a correre sempre più lontano fino ad un orizzonte immaginato dove l’ardore fanciullesco si placava in un’aura di mistero sulla soglia di un mondo che mi attendeva e non immaginavo crudele, invece inevitabile gorgo ad inghiottire speranze e sogni giovanili. Adesso quelle stesse immagini, mai totalmente obliate, tornano a stimolare il ricordo nelle opere di Franco Bracciante; ritorna il mare popolato da barche multicolori che dondolano placide in porti sicuri, lontane dalle bufere, ma intrise di eventi drammatici affrontati con pacata perizia da uomini umili eppure “giganti” al cospetto di un mare che può donare vita, ma anche infinito dolore. Rivedo i tetti in fuga continua a “proteggere” borghi ricchi di storia e, per i vicoli invisibili, scorrere la vita di un’umanità appena sfiorata da un modernismo deteriore, ancora legata a tradizioni millenarie, baluardo in scalfibile dal frenetico agitarsi di un’altra umanità, tutta tesa al raggiungimento di vacui miraggi d’ingannevole felicità. E poi, paesaggi immersi nel sole caldo del Mediterraneo che, fecondi, dispensano ampie campiture verdi, di alberi svettanti verso il cielo lontano, di palme barocche, di frutta che esplode turgida, ricca di umori vitali. Tutta la pittura di Bracciante, dotata di una tecnica originale ed incisiva a disgelare cromatismi sempre variati, a volte “esplosivi”, a volte tenui nella luce riconciliante del tramonto, è tesa a diffondere un messaggio che l’arte amplifica, un richiamo al bello e all’equilibrio, un umile eppure possente invito a riavvicinarsi alla natura, con i propri simili, in un ritorno felice ad ancestrali ricordi di un mondo armonico. Nell’accostarsi alle opere di Franco Bracciante, si rimane subito prigionieri dell’atmosfera di libertà assoluta emanata dai paesaggi rappresentati, realtà sconfinate che il cielo, il mare o la massa incombente dei monti non delimitano, contribuendo anzi alla dilatazione degli spazi in un magico gioco prospettico che non conosce confini di spazio e di tempo. Bracciante non si abbandona alla fantasia ma riproduce poeticamente il reale, con i suoi paesaggi, l’aggrumarsi di case dai colori pastellati in bilico prodigioso su scalinate immaginate, la frutta ricolma di umori, i fantasmagorici mercati storici rionali di Palermo. Sono tutte trasposizioni della realtà, una realtà che può essere solo quella della sua Sicilia: di ieri, di oggi? E’ questa la sensazione magica di tempo cristallizzato, che si avverte osservando le sconfinate distese di alberi dalle essenze preziose, dal verde cangiante in un robusto cromatismo squarciato, qua e là, dai tetti rossi delle case rurali incastonate tra il fogliame impenetrabile come pregevoli gemme e, più in là, il mare mutevole nelle svariate tonalità dell’azzurro, specchio capovolto ad imitare il cielo. L’espressione artistica di Bracciante affonda le sue radici nel figurativo, pur senza ripiegamenti sul passato, nobile, ma che nasconde la trappola del “già visto”. L’originalità di Bracciante è evidente nell’interpretazione tutta personale della realtà vista attraverso una rielaborazione cerebrale intima, segreta, sino al disvelarsi sull’anonimicità del supporto; quasi un dono prezioso che alla natura trasferisce le pulsioni di un animo commosso, un canto libero e liberatorio ad esaltare un’armonia che scaturisce da quel “qualcosa” che solo un artista può scorgere e distinguere dal banale, dote ineffabile preclusa ad una umanità che si crogiola nella normalità, incapace di scorgere la luce che scaturisce al di là del visibile donando visioni esaltanti, estranee all’algido mondo che acclama il più gretto materialismo, ignorando l’impareggiabile ed esaltante offerta della poeticità e della fantasia.

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