Vai ai contenuti

Menu principale:


CAPUTO-S

Gli artisti

testi
__________

www.claudioalessandri.com
____________________________________________

Salvatore Caputo


_________
home
_________
biografia
_________
artisti e testi
_________
bibliografia
_________
link
_________
contatti



Le luci che inondano le tele di Salvatore Caputo, non sono raggi accecanti o colori esuberanti. Contraddicendo una mediterraneità “standardizzata”, l’artista coglie infatti nel Tirreno gli elementi caratteristici: il cielo di limpido azzurro si riflette nello specchio capovolto del mare profondo e le vestigia di grandi civiltà del passato punteggiano i paesaggi, come messaggi ad una umanità distratta. Nell’osservare i dipinti di Salvatore Caputo, tornano alla nostra mente sogni riposti nello scrigno della memoria, ridestati nei momenti di maggiore esaltazione della nostra altrimenti cupa esistenza. Prati sconfinati di verde acceso, interrotto, quasi per caso, da isolette fronzute a ristoro degli occhi arrossati dai veleni di una modernizzazione suicida; paesaggi cristallizzati nel loro splendore, inquadrati da bifore medievali ad affermare la presenza dell’uomo nel contesto di un creato nato dalla perfezione ed in perfetta armonia con la natura prima … di essere corrotto dalla sua stessa intelligenza, dono divino stoltamente interpretato come diritto al dominio. L’architettura delle opere di Caputo è classicamente elegante, senza sovrastrutture a gravare una leggerezza che non è fatuità, ma forma concreta ed armonica in un felice connubio con la natura ed i suoi casuali elementi di vibrante musicalità. Non ci soffermeremo sulla tecnica, peraltro straordinaria, con la quale Caputo dà vita ai suoi sogni. Queste opere permettono alla nostra mente di essere coinvolta nel turbine delle sensazioni che hanno stimolato la creatività di Caputo e scopriamo di essere trascinati in qualcosa di primigenio, di puro, incontaminato: ma ci rendiamo subito conto, con dolore, che, per quanto cerchiamo di ripulire la nostra anima da stratificazione di una vita corrotta dall’indifferenza, non riusciremo mai a penetrare il mistero della fantasia di un’artista che solo apparentemente è evidente, immediatamente comprensibile.


________________________________

Le opere di Salvatore Caputo riassumono compiutamente il “narrare” pittorico maturato in molti anni. Questo “delicatissimo” artista di surreale ispirazione, ci propone una realtà immaginata, legata poeticamente ad un mondo che vive palpitante nel suo sentire la natura quale accogliente “cuna” a cullare una umanità sofferente, ferita da un mondo patrigno. L’ispirazione mai reclinante di Caputo scaturisce dalla trasposizione artistica di ricordi struggenti degli anni, scevri d’affanni, della giovinezza incantata dal paesaggio boschivo dei nativi Nebrodi, inebriati dal non lontano “respiro” di un mare dalle infinite tonalità di un rassicurante azzurro. Quei ricordi ritornano, fantasmi benigni, a popolare la sua mente e le sue opere che, febbrilmente, ci mostrano una natura incontaminata che il doloroso distacco non ha cancellato, anzi, ha esaltato nello splendore di una rivisitazione cerebrale di luoghi cristallizzati nell’esaltazione riflessa nel rivivere momenti temporalmente lontani ma mai obliati in un colpevole ottenebrarsi della memoria. Osservando le figure statuarie ed i frutti pietrificati che popolano talvolta i paesaggi di Caputo, vestigia di un nobile passato che non riescono a celare le “piaghe” deturpanti inferte dal trascorrere di un tempo impietoso, si comprende che quello dell'artista non è soltanto un mondo idilliaco: dai suoi dipinti traspare un felicità “ponderata”, conscia di un futuro dal nebuloso procedere verso mete misteriose che celano il segreto della fragilità di una umanità alla perenne ricerca di una perfezione terrena che è illusione, vanità, negazione dell’intelletto quale scintilla del sapere e non cieco procedere verso miraggi dalle fallaci promesse. Alla pittura di Caputo non si addice il “fragore cromatico”: tutti i suoi paesaggi, di surreale incantesimo, sono pervasi di quieta armonia e l’uomo, presenza dissonante, non vi appare con il suo ingombrante fardello di umiliante grettezza; la sua raffigurazione è nobilitata e racchiusa in simulacri scultorei patinati dai secoli, memorie archeologiche che, con la loro muta testimonianza, richiamano da un tempo remoto un mondo privo di parossistiche pulsioni. Silenzio e bellezza sono un binomio che per Caputo diviene simbolo caratterizzante, richiamo a godere il bello in un trasporto sognante che della realtà ha la sembianza, ma che nei contenuti è portatore di un messaggio culturale che è dono sublime ad una umanità agognante conoscenza. Le azzurre atmosfere delle opere di Caputo sono spesso attraversate dai lampi taglienti di un sole invisibile che evidenziano nubi impalpabili sovrastanti alberi svettanti, dalle infinite tonalità del verde, e … fiumi che scorrono placidi attraverso valli ubertose e montagne dal dolce degradare verso un mare amico. I paesaggi notturni, dai cieli stellati dal perlaceo chiarore, non risvegliano paure ancestrali, anzi insinuano nell’animo dell’osservatore pensieri di armonico riconciliarsi con il creato. Le nature morte sono “trionfi” di frutta dai colori “felici”, ebbre di umori primaverili, dal profumo misteriosamente avvertito dagli animi ormai vinti dal sortilegio pittorico di un’artista le cui doti tecniche sono indiscutibili ma che, abbandonato ogni sterile preziosismo accademico, per naturale ispirazione, guarda il mondo con occhi limpidi, cosciente della “barbarie” dilagante e pronto a donare felicità visiva ed intellettiva a tutti coloro, e sono tanti, che al frastuono cacofonico imperante, oppongono strenuamente il desiderio di quiete serena e armoniosa bellezza.


________________________________

L’oggetto del nostro sguardo é una natura morta disposta su un piano di marmo antico: sullo sfondo alberi snelli, svettanti verso un cielo rassicurante anche se solcato da nubi che incombono su un fiume tranquillo. E ... più in là, un mare cheto. Questa visione di pace irreale è percorsa da un tremito di arcana paura: sullo sfondo il cono brullo di un vulcano, ammonisce, suggerisce una gioia misurata presaga di immani cataclismi. Questo quadro dalla struggente bellezza, è soltanto uno tra le numerose opere di Salvatore Caputo, i colori pacati aggiungono alle visioni surreali una atmosfera incantata, scaturita da un sogno “universale”, pace e bellezza a spegnere l’incendio che consuma il mondo. Le visioni surreali di Caputo, oltre ad una piacevolezza estetica di immediato appagamento, si reggono su una trasposizione culturale che infonde nelle sue opere quel “qualcosa” in più che le rende godibili al di là dell’aspetto esclusivamente visivo, di rapido recepimento, che se non avesse altri contenuti rimarrebbe fatuo e presto dimenticato. Il mondo pittorico di Caputo é pervaso da una luminosità diffusa, dove le ombre fanno posto ad un chiarore pacato in palese contrasto con lo spietato ed invadente cromatismo che caratterizza il paesaggio mediterraneo. Ma é evidente che la violenza solare non consentirebbe a Caputo di trasferire sulla tela il suo mondo interiore di sognatore, di “esploratore” di nuove dimensioni, emanazioni di un mondo terreno privato però di ogni fragore, ansietà e paura di un futuro che promette solo violenza e dolore. Caputo ci svela i suoi sogni, facendoli penetrare nel profondo del nostro animo pronto a recepirli quale linfa che lenisce le profonde ferite causate da una esistenza parossistica. Il surrealismo di Caputo, tranne che per la tendenza, non trova riscontro in nessun’altra precedente esperienza; esso scaturisce da una sincera visione della natura e di quel poco di bello che vi ha aggiunto l’uomo, attraverso gli occhi di fanciullo, ancora limpidi ed aperti a visioni di una realtà incontaminata. Un’accusa violenta al degrado imposto dalla nostra incivile civiltà, rivolta senza urli ne strepiti ma semplicemente mostrando un mondo primigenio, non gravato dalla pesante coltre dell’inquinamento, evitabile pedaggio imposto dall’umanità in un frainteso tributo alla civilizzazione che, se così perseguita, ci condurrà ad un mostruoso olocausto. Lontane dall’essere statiche, le opere di Caputo viaggiano attraverso un “eden” incantato conducendoci in un sogno di quiete assoluta, soddisfacendo un desiderio da sempre cullato: vivere nella visione del bello e dell’armonico, non un progetto assurdamente concepito ma una concezione del vivere in sintonia con il Creato, così come ci é stato donato e non com'è stato stravolto da una inconscia volontà di autodistruzione. Le opere di Caputo sono un canto alla vita, una melodia mai scritta ma che a tutti noi pare avere già udito prima di tramutarci in “amebe” fagocitanti tutta la corruzione che affligge l’universo, travestita di perbenismo e da frainteso moralismo. Adesso noi, al cospetto delle opere di Caputo, risentiamo quella melodia e con essa ritroviamo serenità e quiete in un mondo finalmente restituito ad una umanità stanca di acuti cacofonici.

Torna all'indice degli artisti >>>





Torna ai contenuti | Torna al menu