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Le opere di Conciauro catturano la nostra attenzione prima per la bellezza visiva immediata e, dopo approfondita lettura, per le soluzioni squisitamente tecniche che travalicano l’aspetto strettamente manuale per assumere una originalità che è, senza dubbio, frutto di una lunga esperienza forgiata da infinite difficoltà, a prescindere dalla giovane età di questo artista dalle lusinghiere “certezze”. Dare un titolo a queste opere, nonostante l’apparente ermetismo dei soggetti scaturiti dall’elegante informale di Conciauro, non è improbo, anche se l’analisi attenta dei vari soggetti si presta a svariati interrogativi che trovano comunque una risposta appagante; luce, simulazione di movimenti e pigmenti sapientemente mixati, adesso hanno un senso e le stesse immagini suggeriscono soluzioni prima impossibili. La stratificazione dei vari elementi coloristici denuncia una tecnica tanto complessa quanto efficace ad illustrare un mondo fantastico che fa scaturire, nella nostra immaginazione, luoghi, oggetti, fantastici volatili ... Sostituirsi per un attimo all’artista diventa inebriante e ci permette di conoscere, attraverso la sua pittura, nuove dimensioni del vedere. Che l’uso degli oli, degli acrilici, degli ossidi di ferro e del Pvc quale supporto comportino non poche problematiche tecniche, non lo scopro di certo io, ma in Conciauro queste difficoltà divengono un pretesto per abili virtuosismi, scaturiti da una tendenza naturale, del tutto spontanea, ad interpretare i vari soggetti con una fluidità disarmante; la pastosità dei componenti pittorici serve alla rappresentazione, schermita con pudicizia da Conciauro, a tradurre in immagini di paesaggi “sognati”, per creare, con l’ausilio di pochi colori, un cromatismo ricco e variato fino al raggiungimento di una immagine non solo comprensibile ma anche di una bellezza poetica che solo la natura lucidamente interpretata può donare. Conciauro offre immagini stupende, macchie di colore che vanno dai cieli sfumati del tramonto, all’intrigo lussureggiante di alberi dal verde cangiante nelle sue infinite gradazioni; uno squarcio di giallo solare, suppone l’esistenza di messi mature; i rossi si insinuano timidamente, quanto basta ad animare le ricche campiture blu di un mare infinito. Tutto questo Conciauro lo ottiene con l’ausilio, come già detto, di svariate componenti pigmentali e di supporto, creando un insieme che si esprime compiutamente nelle trasparenze ben percepite, frutto di un paziente lavoro che alle volte si oppone crudelmente alla rapida intuizione: un lavoro pensato ed immaginato, che richiede lunghe attese, una tensione spasmodica che si placa solo quando l’immagine appare sulla superficie nella sua completezza, specchiata nel complesso lavoro cerebrale che elabora immagini reali per condurle ad una visione artistica che è fantasia e, principalmente, poesia.