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Roberto D'Alia
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Il ricorso ad oggetti desueti non è nuovo al mondo variegato dell’arte, con opere non sempre degne di attenzione per assenza di originalità formale e di contenuto; in alcuni casi, viceversa, i risultati sono esaltanti, caratterizzati, oltre che dalla sapienza artistica, da una manualità sbalorditiva: è questo il caso di Paolo Roberto D’Alia il quale attinge, con perizia mascherata da raffinata ironia, a un mondo dominato da sfrenato consumismo che elimina, quale superfluo, quello che, poco prima, era utile all’uomo ed alla sua vita. Molle e “spiraline” riciclate da materassi, ritrovano vita grazie all’intervento artistico di Paolo Roberto D’Alia che, donandogli nuova dignità, diventano ora espressione pregnante di un singolare pensiero artistico. D’Alia recupera amorevolmente quello che alla maggior parte dell’umanità appare infimo, tale da essere scartato dalla propria vita quale presenza irritante di una realtà che non perdona la presunta vetustà, anzi la criminalizza: ed ecco scaturire, dall’estro artistico di questo inventore di sogni, una galassia dal moto vorticoso nell’oscurità infinitamente paurosa, a tentare di svelare il mistero della creazione. Ed ancora “cotte” che dissimulano le figure ieratiche di cavalieri crociati, immobili, a guardia delle mura a difesa della Città Santa. O un crescendo musicale che da flebile suono diviene, man mano, sempre più possente, fino a “vibrare” nell’aria a scuotere gli animi a generare dolci fantasie. Tutto questo io vedo ed altro ancora ... ma D’Alia condivide queste mie interpretazioni? Forse in parte o affatto ma noi galleggiamo sull’indicibile sensazione di vivere, o d’aver vissuto, per un attimo infinito, le stesse vibrazioni, emozioni, orgasmi che solo l’arte può diffondere ed infondere in un animo desideroso di pace in un mondo primigenio dai lucori abbaglianti e dai silenzi più profondi. Nell’osservare le opere di D’Alia si evidenzia l’originalità delle realizzazioni proposte; infatti, esse, non sono bronzi a tutto tondo o basso rilievo, ma sculture che lo stesso artista definisce “murali”, che nulla perdono in liricità e dinamicità, essendo messaggio pressante che suggerisce bellezza ed armonia, eleganza di forme in più dimensioni. E' evidente che Paolo Roberto D’Alia interviene dando nuova vita a ciò che è inanimato accarezzandolo col soffio vivificante dell’arte; arte pura, intesa come messaggio, dialogo rivitalizzante sulla bellezza estetica, a prescindere dalla forma o dalla materia che non limita l’ispirazione, anzi, la esalta nell’orgasmica ricerca dell’armonico proporsi allo sguardo dell’osservatore vinto, alfine, dal richiamo prepotente dell’ordine coerente opposto al caos che sembra imperare, oggi, nel mondo tempestoso dell’arte, in qualsiasi forma essa si estrinsechi. Nel soffermarsi sulle opere di questo giovane ed ispirato artista dal vibrante interpretare il richiamo del “bello coerente”, giunge all'udito il suono di una lontana melodia che, a poco a poco, si fa sempre più appresso vincendo ogni resistenza ad un sogno che, grazie alle opere di D’Alia diviene realtà, certezza dove il futuro, prima sfuggente al tatto, adesso si fa vivido, cerebralmente vitale ma cheto come un’aurora primaverile in una Sicilia incantata.