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Nino La Barbera
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I quadri di Nino La Barbera ci circondano e da essi emana un fluido magico che ci riconduce a momenti di una fanciullezza obliata e che, adesso, ritorna con prepotenza alla nostra memoria, ci riappare ricreando l’atmosfera fatata di un mondo perduto. Sono numerosi i quadri di La Barbera recanti i simboli di un’antichità degradata, ma sarebbe più opportuno dire mutilata, priva cioè di quell’interezza che le conferirebbe bellezza ed arroganza. Tutta l’attività di Nino La Barbera è intrisa di onirico; è come se il substrato di una cultura della memoria di scrosti lentamente mettendo a nudo un mondo nuovo, anch’esso pervaso di reminiscenze ma, adesso, non più legate agli anni della fanciullezza, quanto arricchito di esperienza e di riflessività. Il sogno, sempre presente nei quadri di La Barbera, diviene complesso, non più destato da sensazioni della fanciullezza spensierata, quanto piuttosto gravato di un bagaglio che è arricchimento, ma anche dolore, paura e tristezza; tutte sensazioni che inevitabilmente si aggrumano sulla tela in colori e forme dalle vibrazioni in continuo crescendo, fino al totale appagamento dell’artista ed al coinvolgimento visivo ed emotivo dell’osservatore. La Barbera è dotato di una tecnica pittorica che sbalordisce per effetti visivi e condizionamenti emotivi. Tutte le sue opere, dalle più leggibili a quelle colme di simbolismi, costringono alla riflessione: l’attrazione visiva è immediata, ma il coinvolgimento intellettivo procede a passi misurati fino al totale appagamento.