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Antonio Liberto
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Quello di Antonino Liberto è un modo di vedere e di interpretare l’arte con sublime naturalezza, dettata da una tecnica raffinata, contraddistinta da una ispirazione che travalica la manualità per immergersi nell’onirico e, colto ciò che vi è di più bello, tramutarlo in realtà, in desiderio finalmente appagato. Questi quadri infondono nell’osservatore una gradevole sensazione di serenità; gli ampi cieli azzurri sono “arabescati” da nuvole leggere sfrangiate da una dolce brezza, gli alberi dalle fronde fitte sono sicuro rifugio dei raggi infuocati del sole, il mare è trasparente e cangiante come la gemma preziosa, tutto concorre a plasmare ogni ansia, ogni pausa, tutto assume un ritmo a misura d’uomo, in contrasto con le paure dettate dal parossismo del vivere odierno, tutto teso al raggiungimento di mete tanto agognate quanto fatue ed ingannevoli. La pittura di Liberto affascina innanzitutto per i colori pacati e per una tecnica raffinata ma mai pretenziosamente ed asetticamente accademica; tutto appare semplice, naturale, celando l’ansia febbrile dell’artista che, lui per primo, placa nella poetica esaltazione della natura tutti i dolori, le tensioni, gli affanni esorcizzati dall’aggrumarsi dei colori che fluiscono elegantemente sul piccolo-grande mondo di una tela. Nell’osservare questi dipinti è come assistere al fantastico districarsi di migliaia di fili di seta multicolore che un’abile mano, guidata da una mente lucida, compone ed ordina in forme eleganti, in volute leggere come un antico merletto, un ricamo che riecheggia antiche leggende ad obliare ogni affanno e tristezza. Il genere pittorico di Liberto è estremamente piacevole, comprensibile e, quindi, tanto più gradito all’osservatore che si affida esclusivamente ad una osservazione superficiale. Ma quella apparente limpidezza cela un mondo avvertito solo ad un’attenta visitazione: solo allora i dipinti si animano lasciando vedere lo strato profondo dal quale sono scaturite le luci, le penombre, l’ansia creativa; come un lampo improvviso, tutto il “sentire” dell’artista, il suo stile, la sua cultura, sale in superficie, ed è allora che l’osservatore, superata la piacevolezza visiva, diviene partecipe del mondo fantastico del pittore e con esso gioisce e soffre, si esalta e si piega come un giunco sferzato dal vento; adesso ha capito ed è conscio di portare qualcosa di bello e di puro dentro il suo animo ed esulta, finalmente riappacificato col mondo.
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Le opere di Liberto si impongono innanzitutto per i colori pacati e per una esecuzione che evidenzia una tecnica estremamente raffinata, esente da accademici formalismi che ne sminuirebbero la naturalezza. Tutto ci appare di una semplicità disarmante e, invece, questa apparente quiete, cela l’ansia febbrile di questo artista che, esso stesso, placa nella poetica insita nella natura; i dolori, le tensioni, le ansie, sono esorcizzate nella stesura dei colori che, elegantemente, ricoprono il piccolo-grande mondo del supporto. Nell’osservare i suoi dipinti è come assistere al fantastico districarsi di migliaia di fili setosi multicolori che una mano sapiente ha saputo comporre ed ordinare in forme eleganti, in volute leggere come un antico merletto, un ricamo che riecheggia fantastiche leggende ad obliare ogni affanno e tristezza.