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Willy Martinez
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Della natia Spagna Willy Martinez conserva il ricordo di una natura insieme aspra, nelle montagne profondamente segnate da orridi dirupi, e cullantemente dolce, nelle colline che ondeggiano di spighe rigonfie di giallo solare. Sono lontane visioni di un mondo “sognato” eppure liricamente indimenticabile. Ma le opere di Willy risuonano di una “melodia” ineluttabilmente legata alla prorompente natura dei paesi tropicali del Sud America, dove ha vissuto per molti anni per poi approdare, per sconosciuti sentieri, in Sicilia; terra tragica nel nero delle lave, sognante nel blu di mari profondi che riflettono, come specchi capovolti, un cielo dalle infinite tonalità d’azzurro. Era inevitabile che la musa ispiratrice di Willy gli suggerisse visioni caleidoscopiche dall’elegante cromatismo, un esercizio funambolico di arditi accostamenti tonali, paesaggi prorompenti di vita, popolati da esseri fantastici che si aggirano nel folto di una natura splendidamente colorata. Per Willy il colore è vita, è racconto, è gioia intima, ma non captiva, un bene da condividere per vivere in un mondo armonico, liberato dalla pesante coltre dell’egoismo, della violenza. Il fitto e complesso intersecarsi dei colori più svariati, sempre luminosi e felici, è per questo artista un canto universale che esorcizza il dolore, la morte, i suoi stessi pensieri di un passato inquieto che, ancora oggi, seppur non negativamente, lo condiziona nel ricordo di una vita cristallizzata dal dolore. Nella creatività di Willy non alberga la malinconia ma la gioia, una felicità irrefrenabile che si manifesta e caratterizza in una tavolozza dalle soluzioni cromatiche dalle infinite varianti, non una disperata contesa con la natura ma abbandono ad essa nella consapevolezza che nessuno potrà mai rivaleggiare col Creato: un Creato col quale si può invece condividere la gioiosa armonia, in un ritorno al primigenio splendore e, in fondo, alla obliata e adesso rivissuta giovinezza.