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MARTINO

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Rosanna Martino


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Se nelle acqueforti, vernici molli e in altre tecniche incisorie, Rosanna Martino s’impone per raffinatezza ed incisività, negli acquerelli, nei pastelli e nei collages, è il colore che fa assumere pregnanza rappresentativa alle nature morte, sia che raffigurino frutta turgida di umori o fiori sgargianti che emanano effluvi primaverili prima che il sole spietato di agosto li privi della linfa vitale, condannandoli ad una morte deturpante. Nei collages la figura si scompone in spazi coerenti a creare figure finite pur nelle “spezzature” di una rappresentazione volutamente settoriale per donare alla diversità una continuità fluente di campiture cromatiche e compositive. Fiori scarlatti emergono da cieli oscuri, lampi corruschi di una natura che cede alla violenza, al volere di una umanità sorda ad ogni richiamo all’armonico ed al coerente. Alla invadenza del colore fanno da contraltare le nere “graffiature” delle acqueforti e delle vernici molli, delle puntasecche; il culturale di tecniche nobili ed antiche balza prepotente a penetrare l’animo dell’osservatore, vinto dall’elegante divenire di nature morte, paesaggi urbani, personaggi, rivisitazioni di mondi rimembrati nel commovente imporsi di dolci ricordi. Gli acquerelli danno vita a rappresentazioni “gentili”, mai invadenti, nel cromatismo sereno di una ispirazione coerente che “isola” la banalità del già visto, conferendo alla natura la delicatezza di un mondo primigenio, ritrovato nei meandri di una mente commossa, ancora pronta ad accogliere la bellezza come “motore” di ogni slancio di febbrile altruismo. Un mondo fantastico, eppure reale, “illumina” l'opera della Martino che, servendosi dei mezzi pittorici a lei congeniali, percorre senza sosta un percorso sognato e reso tangibile dalla tecnica, carezzevole e bello dalla fantasia, dote imprescindibile per una artista che affida i suoi “giorni” a moti dell’anima. Noi potremmo limitarci ad una lettura esclusivamente critica, in fondo è questo il nostro compito, ma le opere di Rosanna Martino risvegliano in noi ricordi di un mondo obliato, travolto negli anni per naturale decadimento dei valori più nobili di una esistenza che nega amore, armonia, voglia di pace serena. Le varie tecniche utilizzate dalla Martino sono una sfida che potrebbe svilirsi in sterile accademismo ma questo rischio è presto fugato da una fantasia feconda che conferisce originalità ai vari soggetti realizzati; il procedere è ponderato pur non negando rapidità e subitaneità all’idea ed alla sua rappresentazione pittorica. Dal “fragore” coloristico dei collages si giunge alle quiete armonie degli acquerelli e, infine, alle “colte” incisioni che, pur prive di colore, regalano sussulti di armonie fatate, di anni lontani nel tempo e nello spazio che tornano dalla notte dei tempi per donarci una quiete che rigenera ogni animo gravato da malinconia, ogni mente “ferita” da pensieri di morte. Tutto questo noi vediamo nelle opere della Martino, ed altro ancora che forse non riusciamo ad esprimere a parole, ma che penetra nella nostra anima e lì giace quale tesoro inestimabile.

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