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Francesco Messina


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Una singolare forza espressiva caratterizza le sculture di Francesco Messina, messaggera di uno stile che si distingue per originalità di soluzione e che caratterizza, quasi un sigillo, tutta l’opera di questo straordinario artista. Nel contemplare le sue sculture mille sensazioni si aggrumano dentro il nostro petto e dolorosamente tentano di dipanarsi per esternarsi, incantandoci in una magia irripetibile che i bronzi di Francesco Messina rendono godibile in forme di un’armonicità disarmante, che pare eliminare il gravame del bronzo per rendere aeree la danza, la staticità del riposo, le positure di profonde riflessioni. Le opere di Messina contengono una perfezione plastica che richiama gli archetipi greci e romani, ma da questi si discosta per l’esecuzione originale, moderna; il realismo dei soggetti, spinto fino ad evidenziare il pensiero che traspare dall’espressione dei visi, corrucciati, sereni o pensosi, è fissato nel bronzo con una plasticità che rende duttile la materia, come se fosse plasmata non da tocchi manuali ma da misteriose esternazioni psicologiche. Guardiamo la figurina esile di una fanciulla prossima a sbocciare in tutta la sua femminilità: adesso scruta verso un futuro incerto, forse prodigo di felicità, ma certamente non esente da disillusioni e, forse, di dolore. Beatrice è il suo nome e l’abbiamo citata perché contiene in sé tutte le caratteristiche delle sculture di Francesco Messina: femminilità, eleganza di fattezze, sguardo limpido e colmo di dolce bellezza, senza concessioni a tentazioni manieristiche. Le sculture di Messina non sono ripetitive, posseggono un carattere che le fa uniche al semplice sguardo, al rivelarsi di caratteristiche realizzative che le rendono originali, “diverse”, una per una contenitrici di messaggi dal commovente divenire in un impeto di bellezza spirituale. Le sculture di Messina sono per noi un’occasione irripetibile per sondare un mondo ancora non completamente esplorato e che ha creato nella critica, in questi ultimi anni, non pochi interrogativi. Nell’interminabile e sterile diatriba tra modernismo e classicismo, in una affannosa ricerca dalle conclusioni mai definitive, si inserisce l’opera di Francesco Messina che, con le sue creazioni, sa elaborare ciò che del classico è più evidente, la bellezza e l’armonia, dilatando queste caratteristiche in forme e sembianze che sembrano volere travalicare la realtà, alla ricerca dei suoi segreti più intimi, dove dolore e gioia albergano in un contraddittorio connubio che, solo apparentemente, è negato da ciò che la vita di ogni giorno ci offre attraverso le immagini di uno specchio deformante. Per le sculture di Francesco Messina il “bello” assoluto non ha più alcun senso, esse si impongono per la validità espressiva, non serena contemplazione del mondo, ma sofferta ricerca di una verità che sfugge ai normali canoni di un’esistenza banale e che invece penetra profondamente l’animo di tutti coloro che sono disposti ad accettare il rischio di un’avventura dai risultati tanto esaltanti quanto incerti. La grandezza di Messina è evidente nelle sue opere: per questo possiamo affermare, senza paura di essere smentiti, che questo artista sa trasfigurare la pesantezza della materia come pochi sanno fare, donando alla materia la leggerezza dell’anima.

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