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Franco Nocera
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Quello di Nocera è un narrare libero da condizionamenti, a volte sconvolgente, a volte poetico, ma sempre carico di un lirismo incisivo che ci mostra con lucida verità un giorno “qualsiasi” di un uomo e una donna che scoprono, dopo un incontro voluto da irresistibile attrazione, l’inizio di un viaggio dal coinvolgente erotismo; senza incertezze ne facili astrazioni, Nocera dipinge amplessi che rivelano una “violenza ancestrale”, la ricerca di una sopraffazione che non genera dolore e morte, ma il supremo esplodere di un indescrivibile desiderio di ulteriore vita, in una continuità che è certezza dell’esistere. La pittura di Nocera si avvale di atmosfere volutamente sfumate, per concentrare tutta la sua sapienza espressiva su un atto tanto naturale quanto celato alle menti che concepiscono la sensualità come qualcosa da nascondere, come un atto “sconveniente” da consumare al buio dalla più gretta ipocrisia. Ed è rammaricante dovere constatare la nostra iniziale ritrosia al cospetto di opere che vanno giudicate per ciò che esprimono, prima ancora di ciò che rappresentano; un colpevole pudore ci spinge, spesso, ad un’iniziale, affrettata osservazione. Ma ad una più attenta osservazione ogni opera passa davanti ai nostri occhi tumultuosamente e brevissime riflessioni, flash accecanti, ci invitano a importanti riflessioni. Le opere di Nocera, una volta viste, tornano più volte alla mente, prima come luci baluginanti, poi nitide e pressanti a popolare i nostri pensieri; una sensazione nuova, raramente avvertita e, quindi, esaltante e paurosa insieme. Queste opere scorrono lentamente nel nostro inconscio emergendo da una memoria esaltata, scossa come da qualcosa che sfugge, insistente, chiedendo una risposta che noi, ormai coinvolti in un vortice di sensazioni, probabilmente non sappiamo dare. Lo sforzo per sottrarci a questa atmosfera trasognata è violento e doloroso, eppure necessario per tornare nella dimensione necessaria che possa permetterci un’analisi distaccata delle opere di Franco Nocera. Ed ecco però che magicamente tutto, improvvisamente, ci è più chiaro: liberi da ogni deleterio condizionamento riusciamo a godere, in una esaltante interezza, una espressione pittorica che, oltre ai contenuti, si esalta nei colori; rossi, rosa e blu intenso accompagnano questa “storia d’amore” lunga un giorno o … una vita? Qualcosa che ha rappresentato e rappresenta ancora oggi un tabù, viene svelato da Nocera nella sua crudezza, ma anche con impareggiabile poesia, nella certezza che un “amplesso amoroso”, e tutto ciò che investe la sfera sessuale, se osservato dall’occhio ispirato di un artista, non valicherà mai il flebile filo che divide l’erotismo dalla pornografia, non volgendo mai ad una volgarità che offende e distrugge ogni anelito di armonico “sbocciare” della vita. E questo dal primigenio comparire dell’uomo sul nostro pianeta e … per sempre.