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VIGOROSO

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Innocenzo Vigoroso


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La produzione di opere bronzee di Innocenzo Vigoroso delineano, di periodo in periodo, i diversi anni di attività di questo singolare scultore calatino, ormai da molti anni residente a Roma dove, tutt’oggi, opera incessantemente sempre sorretto da una tensione realizzativa che gli ha consentito di creare capolavori di un classicismo coinvolgente. E' proprio dal mondo classico Vigoroso trae ispirazione ma mai reclinando in un manierismo deteriore, anzi esaltando la plasticità insita in ogni essere vivente; nel corpo femminile adagiato mollemente in un riposo languido, in quello di eleganti danzatrici, nella tensione dinamica di cavalli dalle masse muscolari imponenti che evidenziano una forza prigioniera, prossima ad esplodere in movimenti rapidi ed armonici, in galoppi sfrenati nel vento che agita le criniere fluenti. Vigoroso trova la massima espressione creativa in sculture palpitanti vitalità, in ballerine dal corpo teso, arcuato in uno slancio prodigioso che, annullata ogni forza di gravità, fluttua libero in spazi indefiniti di dimensioni sconosciute alla fragilità ed alla materialità di un corpo relegato nelle pastoie naturali dell'essere umano. Nell'osservare questi corpi flessuosi, è istintivo l'impulso di tendere la mano alla ricerca di un contatto fisico con le superfici levigate, epidermidi all'apparenza elastiche e pulsanti vita: desiderio di uno sperato amplesso amoroso che la reale sensazione tattile di fredda rigidità ci placa, riconducendoci ad un risveglio doloroso. Altrettanta espressività la si può riscontrare negli equilibristi che, sfidando ogni logica fisica, avviluppano i corpi dai muscoli elastici in spire che, al fine, donano realtà a “figure” di elegante armonia, in un susseguirsi fluido di irrefrenabile gioia per avere sconfitto i limiti imposti dalla natura, un esplodere ponderato di forza fisica ed eleganza espressiva. Nei tori che sfiorano il petto di toreri protesi in passi di una danza mortale, tutta la forza del possente corpo scattante si contrae nell'attimo che precede la “verità”; la forza bruta assume un andamento flessuoso che accompagna la fragile figura del torero che protende il suo petto verso la morte, sfidandola e “forse” sconfiggendola. In tutte le sue creazioni Vigoroso denuncia la profonda acquisizione di canoni classici che non rifiutano esperienze di un modernismo non deteriore ma caratterizzante una ricerca di soluzioni del tutto personali, accogliendo senza riserve gli insegnamenti di un'arte sublime che non conosce, e non deve conoscere, confini spaziali e temporali. Vigoroso per esprimere il suo più intimo sentire ha “scrutato” la natura e ad essa si è ispirato raggiungendo vette sublimi: le sue scelte artistiche possono essere giudicate in svariati modi ma non potranno mai essere ignorate da un mondo critico-artistico di difficile comprensione, che non potrà mai negare, quale preconcetto, la bellezza espressa con disarmante semplicità quale quella estremamente coinvolgente di questo scultore che sente la vita con semplicità e innocenza di fanciullo.


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I bronzi di Innocenzo Vigoroso instillano una emozione profonda, per la certezza della poeticità delle sue opere. L’artista calatino è capace di coinvolgerci emotivamente, facendoci rimanere avvinti dall’espressività delle sue sculture. L’ispirazione “classica” di questo straordinario artista è stata “input” per un percorso artistico che lo ha condotto a soluzioni personalissime, caratterizzanti, lontane da ripiegamenti deteriori verso un mondo lontano nel tempo, splendido per contenuti, ma troppo banalizzato per condizionare un artista come Vigoroso, proteso verso soluzioni innovative, senza mai cadere nella tentazione di un’avventura “d’astrazione” intimamente estranea ad una sensibilità che avverte il fremente richiamo del bello nella totale comprensione, una scelta coraggiosa esaltata da rappresentazioni che “imprigionano” l’anima. Il richiamo alla bellezza femminile si avverte prepotentemente nell’opera “Donna con sedia circolare” nella quale Vigoroso coglie un momento d’estrema introspezione; le membra sono rilassate in un abbandono “felino”, lo splendido corpo nudo si mostra in tutta la plasticità muliebre: la figura, “pensierosa”, conscia della sua avvenenza, guarda incerta ad un futuro che la priverà della trepida giovinezza e, forse, del sorriso eppure, nonostante tutto, il suo riflettere è sereno, non adombrato dalla tristezza. Ha voluto questo Vigoroso? Certamente, così come gli ha suggerito l’ispirazione in un momento di una vita artistica votata a rappresentare la bellezza e ciò che essa può suggerire. Altro splendido esempio di una plasticità che attinge poeticamente alla realtà, lo ritroviamo nello “Stallone” di Vigoroso. Si erge sulle zampe posteriori dalle possenti fasce muscolari; le anteriori “frustano” l’aria, la criniera fluttua al vento, non è scomposta, anzi, conferisce un elegante senso di fulmineo estetismo che esalta la flessuosità di un corpo che “esplode” di vitalità compressa in uno spasmo di accesa fierezza. Nella scultura “La vita”, due figure, una maschile e una femminile, a guisa d’acrobati, in una stilizzazione che non occulta le sembianze corporee, roteano in un magico cerchio, s’inseguono avvinti in un moto vorticoso che, vinta la cristallizzante immobilità, diviene illusionisticamente perpetuo, rincorrono un “incontro” senza fine che giunga a spezzare un sortilegio che neanche il gelido bronzo può perpetuare, esaltante riscatto al volere egoistico dell’uomo. La bellezza femminile torna prepotente, con risonanze poetiche, nelle ballerine di Vigoroso: opere che richiamano l’espressione massima del dinamismo armonico. Corpi esili, pervasi di grande forza interiore, sfidando le normali leggi gravitazionali, sembrano elevarsi verso spazi infiniti dove i gravami del fardello terreno si annullano, consentendo di fluttuare all’unisono con melodie incantate. La fissità del bronzo non nega l’illusione del movimento plastico e, tutto questo, grazie alla sapienza scultorea di Vigoroso che, affrancata artisticamente la capziosità del metallo immoto, dona l’impagabile sensazione di aver vinto una cristallizzazione mortale, conferendo vita all’ottusa materia in rapidi movimenti, liricamente vissuti. Si potrebbe parlare all’infinito delle opere di Vigoroso, tante sono le sue creazioni, tutte di grande splendore plastico. Ma ci limitiamo a queste solo per dare uno stimolo alla visione e alla conoscenza di questo significativo artista, capace di comunicare messaggi cerebrali che consentono di vivere all’unisono con le stesse vibranti sensazioni dei momenti orgasmico-creativi di un artista che, dal momento del deflagrare dell’ispirazione, sa poi infondere questo poetico “attimo” nell’osservatore, promulgandolo all’infinito. Allora volontà e arte si fondono in un tripudio di pulsioni parossistiche, “imprigionate” dalla propensione artistica di un’anima che si nutre d’armonia e di splendore.

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